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Codice Deontologico

STUDIO VERILE: Il CODICE DEONTOLOGICO

Questo spazio è stato concepito nel rispetto del Codice Deontologico Forense (artt. 17 e 17bis) e della Legge Professionale. Il presente sito, in ottemperanza al Codice Deontologico Forense, non costituisce pubblicità, invito a contrarre, offerta o promessa al pubblico, ma strumento di informazione sull’attività dello Studio, sulla sua organizzazione interna e sulle nuove metodologie d’instaurazione dei rapporti professionali con la clientela. I dati personali comunicati allo Studio tramite questo sito verranno trattati ai sensi della D.Lgs. n. 196 del 2003 (legge sulla Privacy) e successive modificazioni e/o integrazioni.

Art. 35 Dovere di Corretta Informazione

1 Informazioni sulla propria attività

L’avvocato che dà informazioni sulla propria attività professionale deve rispettare i doveri di verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale.

2 Informazioni comparative

L’avvocato non deve dare informazioni comparative con altri professionisti né equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l’attività professionale.

3 Specifiche professionali

L’avvocato, nel fornire informazioni, deve in ogni caso indicare il titolo professionale, la denominazione dello studio e l’Ordine di appartenenza.

4 Titoli accademici

L’avvocato può utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia o sia stato docente universitario di materie giuridiche; specificando in ogni caso la qualifica e la materia di insegnamento.

5 Il "praticante avvocato"

L’iscritto nel registro dei praticanti può usare esclusivamente e per esteso il titolo di “praticante avvocato”, con l’eventuale indicazione di “abilitato al patrocinio” qualora abbia conseguito tale abilitazione.

6 Nominativi di terzi

Non è consentita l’indicazione di nominativi di professionisti e di terzi non organicamente o direttamente collegati con lo studio dell’avvocato.

7 Professionisti che hanno fatto parte dello studio

L’avvocato non può utilizzare nell’informazione il nome di professionista defunto, che abbia fatto parte dello studio, se a suo tempo lo stesso non lo abbia espressamente previsto o disposto per testamento, ovvero non vi sia il consenso unanime degli eredi.

8 Privacy Clienti

Nelle informazioni al pubblico l’avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorché questi vi consentano.

9 Siti web

L’avvocato può utilizzare, a fini informativi, esclusivamente i siti web con domini propri senza reindirizzamento, direttamente riconducibili a sé, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipi, previa comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza della forma e del contenuto del sito stesso.

10 I contenuti del sito

L’avvocato è responsabile del contenuto e della sicurezza del proprio sito, che non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari sia mediante l’indicazione diretta che mediante strumenti di collegamento interni o esterni al sito.

11 Dignità e decoro della professione

Le forme e le modalità delle informazioni devono comunque rispettare i principi di dignità e decoro della professione.

12 Sanzioni

La violazione dei doveri di cui ai precedenti commi comporta l’applicazione della sanzione disciplinare della censura.

Si può effettuare pubblicità informativa sulla propria attività professionale, sull’organizzazione e struttura del sito e sulle eventuali specializzazioni. Le informazioni devono essere veritiere, corrette e non comparative. Si possono quindi utilizzare siti web (previa comunicazione al consiglio dell’ordine di appartenenza della forma e del contenuto del sito stesso) e altri mezzi di informazione che non siano banner o social network.